Camminiamo insieme come comunità di Quaderni

Camminiamo insieme come comunità di Quaderni

21 dicembre 2015

CLASSE 1997

Noi ragazzi della classe del 1997 durante l'estate ci siamo impegnati, come è di consuetudine nel nostro paese,  nel organizzare una serata per festeggiare il raggiungimento della maggiore età. La serata in questione è stata il 28 agosto. La serata è iniziata con la celebrazione della Santa Messa. Successivamente ci siamo spostati nel bar Erman dove il buon Fabio ci ha preparato un sostanzioso aperitivo. Verso le ore 21.30 ci è venuto a prendere il pullman e ci ha portati alla discoteca Chiringuito di Mantova. Abbiamo consumato la cena nel locale e poi abbiamo ballato e ci siamo molto divertiti in compagnia. Alla chiusura del locale il pullman è venuto a prenderci e ci ha condotti nel nostro paese. Una volta arrivati abbiamo attaccato la poesia e distribuito i corscritti per le vie del paese. Dopo di ciò abbiamo atteso fino alle 6,30 quando il bar Erman aprì e abbiamo consumato un abbondante colazione, infine siamo andati a casa molto assonnati. Noi tutti consigliamo alle classi che ci succedono di portare avanti questa meravigliosa esperienza perché consente di riallacciare vecchie amicizie e passare una bellissima serata in compagnia.

Classe 1997



INAUGURAZIONE DEL CAMPANILE

EL CAMPANIL RINGIOVANIDO                    
QUADERNI        27.09.2015

Eco ghe pasà du ani e se ricatemo ancora quà
prima la cesa adeso el campanil gavemo inaugurà
na alta inpalcadura montada e su e so i restauradori
Con passiensa e competenza i à finio i laori
Se tratava de netar via onto e sporco biso
Par ridarghe la so prima patina e un bel sorriso            
Dove servea se ga giustà e rimeso dei tochi        
Par far tornar l’armonia e contentar i oci
Lè sta un laoro de cipria e belletto
Par farlo tornar al suo primo aspetto          
Ma ghe stà dado anca un pò de sostanza        
Par farlo durar tanto anzi abastanza
Netado tuto colori rinforsi sui tufi e contorni
Un buon lavoro durado un pò de giorni        
Anca el tempo na dato na man        
Tegnendo lontan  el temporal
Adeso se pol vardarlo en tuto el so splendore
Ghe luccica ben anca el quadrante co le so ore      
de la so cesa cosi bela l’era un pò geloso        
ma anca lu  adeso el sa vestio da sposo
dovi saver che l’è un bel tipo
longo magro e sempre drito      
quel tanto de sfronzoli che basta        
e  in ponta la croce su la so asta
el se da importanza de portar là in alto  le campane
par far arivar la so voce al paese e alle campagne        
Adeso el mondo l’è tuto cambià        
No se sa par cosa la campana labia sonà
Ma na olta le notissie le arivaa così a distanti e vissini
No ghera mia tv radio internet e telefonini      
par dir le novità del paese e dell’universo        
na campana e par tuto un rintocco diverso
par dir eco ghe i sposi par le feste e funerali
se sente le campane che sona e par tuti uguali      
e par avisar l’arivo de na tempesta        
eco   che la campana sonava mesta
par  vedar le ore e a sentir scandir la giornada
par l’ave maria  par mesogiorno par el vespro na sonada    
scampanade par la fine de la guerra e la vittoria  
finalmente un grazie a Dio un sospiro e un pò de baldoria
adeso l’è diventà tuto difarente
e le campane par che le serva poco o niente      
e invesse par la festa par la mesa e la funsion      
le ne ricorda sempre l’ora de la devossion
e i nostri campanari a le corde tacadi
ne ricorda la  tradission de i nostri avi      
scuseme da sti discorsi me son fato la man ciapar      
ma volea dirve un pò de storia e del nostro laorar
insieme gavemo meso mestier e giusto amor
podemo dir el campanil el ne  restà nel cor        
un gran ringrassiamento a tuti quanti        
al paroco alla commissione e tuti i abitanti
a regione comune banche ed altri enti
che de aiutarne con qualche scheo i e stà contenti      
adeso in paese par sti restauri podemo ben dir      
che uniti tuti insieme semo sta boni de finir
e così vardando lasssù in alto de amirar
quel che con fede i nostri padri i è sta boni de far            
e  così anca noialtri se pol dir de aver fato la nostra parte          
par tegner da conto a Quaderni tuta questa bela arte.                
                  
Paolo Giacomelli   


        

DAL GRUPPO DEL LUNEDÌ

Dopo la lunga pausa estiva il Gruppo del Lunedì riprende la propria attività.  Le finalità del Gruppo sono sempre le stesse e sempre più convinte.
Come per il recente passato, non vogliamo privare Quaderni di alcuni appuntamenti culturali che la arricchiscano dal punto di vista letterario, storico e musicale.
Questo proposito è irto di difficoltà perché, come nella maggior parte dei casi, la cultura è la parente più povera nei bilanci di tante amministrazioni locali, compresa la nostra.
Pur coscienti delle attuali ristrettezze amministrative, chiederemmo una maggiore attenzione per il nostro Gruppo che, da anni e in maniera del tutto disinteressata, vuole portare un briciolo in più di cultura nel nostro paese.
Constatata la difficoltà di attenderci aiuti più sostanziosi dall'Amministrazione Comunale, rivolgiamo un accorato appello agli sponsor, che già in passato ci hanno aiutato, sperando che anche qualcun altro si aggiunga e ci dia una mano per poter offrire un calendario ancor più ricco e qualificato.  
Per mettere in campo nuove idee e nuovo entusiasmo ci sarebbe, poi, bisogno di arricchire il Gruppo con nuovi soci, magari giovani, che offrano nuove idee e prospettive per il futuro: li accoglieremmo a braccia aperte.
Per venire al dunque, ecco un elenco dei prossimi appuntamenti:
·         In data ancora da definirsi, ma sicuramente entro la fine di novembre o i primi di dicembre, organizzeremo una serata sulla Prima Guerra Mondiale. Lo storico Nazario Barone è riuscito a trovare i dati di tutti i morti quadernesi. Saremo, inoltre, in grado di proiettare un raro filmato girato nelle nostre zone nel 1918, scovato da Ugolino;
·         Sempre nell'ambito del centesimo anniversario, proporremo una seconda serata sulla Prima Guerra Mondiale. La data è ancora da definire;
·         Giovedì 17 dicembre lo scrittore e attore Roberto Puliero ci proporrà la sua ultima opera: "LA POESIA DEL BALON";
·         Il 26 dicembre proporremo in chiesa il nono appuntamento con il "CONCERTO DI SANTO STEFANO".  Arpa, violini e mezzosoprano;
·         In gennaio inoltrato tornerebbe, per recitarci le poesie di Berto Barbarani, Roberto Puliero, accompagnato da un coro che canterà le bellissime canzoni dei Ravazzin, tratte dalle riviste degli anni '70 e '80;

·         Non è, poi, escluso che, se trovassimo sponsor generosi, potessimo proporre la prossima estate una commedia del gruppo teatrale "LA BARCACCIA" nel teatrino all'aperto.
Alpidio 


A RAVENNA CON I GIOVANI DELL TERZA ETÀ

Il Gruppo che cura le attività ricreative e culturali per i giovani della terza età ha proposto la visita a una delle più belle e singolari città italiane: Ravenna.
Ci ha accompagnato Don Pablo, profondo conoscitore della città e studioso dei tesori in essa conservati.
Un paio di giorni prima della partenza egli stesso ha voluto radunarci in Patronato per una anticipazione di ciò che saremo andarti ad ammirare, deliziandoci con un excursus storico, artistico e interpretativo dei tesori d'arte e di cultura religiosa di Ravenna.
Occorre ricordare che questa città è stata la capitale di tre imperi: dell'impero romano d'occidente, del regno di  Teodorico re dei Goti e dell'impero bizantino in Europa.  Il suo era uno dei due porti che ospitavano l'intera flotta militare romana.
Ravenna è un esempio unico al mondo di quell'arte del mosaico che trovava ispirazione nella corte imperiale di Costantinopoli e nell'iconografia dei primi secoli del cristianesimo, piena di simboli dai significati reconditi.
Una guida competente e disponibile ci ha accompagnato nella visita dei gioielli della città, patrimonio dell'umanità: il mausoleo di Galla Placidia, la basilica di San Vitale, la basilica di Sant'Apollinare Nuovo, la tomba di Dante Alighieri, il battistero degli Ariani e il battistero Neoniano.
Tutti siamo rimasti increduli, soprattutto, durante la visita del mausoleo che, ad un aspetto esterno modesto e quasi insignificante contrappone un interno fantastico col quel cielo stellato della volta  e con lo splendore dei mosaici simboleggianti la vittoria della vita sulla morte.
Lasciata la città ci siamo recati nella vicina località di Classe dove abbiamo pranzato in un ristorante molto accogliente e signorile, circondato da un parco da sogno.
Nel pomeriggio abbiamo visitato con la guida di padre Pablo la più imponente e maestosa delle cattedrali di Ravenna:  Sant'Apollinare in Classe, altro inimitabile gioiello dell'arte bizantina in Italia.

Abbiamo preso la strada del ritorno con gli occhi ancora pieni di meraviglia e, culturalmente,  molto più ricchi.
Alpidio



“MISERICORDIAE VULTUS”

L’Anno Santo aperto l’8 dicembre da Papa Francesco vuole essere un momento forte, un periodo propizio di rinnovo e ricucitura delle relazioni fra gli uomini e con Dio.
Per l’Antico Testamento il Giubileo è una periodica revisione delle relazioni che esistono nel popolo, per riportarle in una prospettiva di giustizia e di riconciliazione, tramite tutta una serie di disposizioni molto impegnative quali il riposo della terra, la restituzione delle proprietà, la remissione dei debiti, la liberazione degli schiavi.
Per tutti c’è la possibilità di tornare “liberi”, l’ebreo torna “uomo libero” come lo vuole Dio. Non è solo un ricordo della liberazione dall’Egitto, ma è un’esperienza vitale per tutte le generazioni: essere tutti insieme oggetto della misericordia di Dio.
Tutto nasce dalla necessità di riconoscere il vero volto di Dio, “un Dio – scriveva il cardinal Martini – che non può sopportare che quanti ha amato e liberato diventino a loro volta oppressori”.
Papa Francesco ha un’idea diretta della misericordia: “O siamo gente che si lascia amare da Dio o siamo degli ipocriti!” e ancora “O ti lasci amare, accarezzare dalla misericordia di Dio, o fai quello che vuoi secondo il tuo cuore che si indurisce sempre di più”.
La misericordia, nella sua logica, non è solo un atteggiamento pastorale è la sostanza stessa del vangelo di Gesù, è il volto e l’agire di Dio e compito della Chiesa è lasciare che si manifesti.
Nel quadro che Papa Francesco delinea c’è un invito preciso ai sacerdoti, in particolare, ma anche a tutti i cristiani, più volte ripetuto in vari modi: “quello che fa lo Spirito nel cuore delle persone, i cristiani con psicologia di dottori della legge distruggono”, “al centro della legge c’è l’amore per Dio e per il prossimo”, “non giudicare e non condannare”. Quando non vivo l’amore di Dio dò scandalo, non lascio vedere il suo volto.
Papa Francesco ha ritenuto “necessario” questo anno giubilare, tutto inserito in una visione della realtà, storia attuale, con tre problemi di fondo molto gravi:

  • Necessità di riconciliazione in un tempo in cui si sta combattendo “la terza guerra mondiale a pezzi”.
  • Attenzione “all’economia che uccide”.
  • L’ecologia (vedi enciclica Laudato sì) che deve essere il fulcro del buon rapporto con Dio e l’uomo.

Il Giubileo è un dono per tutti, perché tutti possano ritrovare un’occasione per recuperare la misericordia come fondamento del legame sociale e della solidarietà.
Dono alla Chiesa perché recuperi il Vaticano II, dove troviamo la base della bolla.
Nel Vaticano II troviamo la relazione tra Dio e l’uomo (Dei Verbum), chiamata a diventare la base delle relazioni all’interno della Chiesa (Lumen Gentium) e della Chiesa con il Mondo (Gaudium et Spes).
Tutti noi cristiani possiamo essere segno di misericordia e di riconciliazione, umana, sociale ed ecologica. Possiamo guardare con fiducia al futuro.
Tutto deve diventare Grazia.
Pieni di Grazia possiamo creare un mondo nuovo!


Riflessioni guidate da don Gianpietro Fasani all’assemblea degli operatori parrocchiali.


AL MOMENTO GIUSTO: ADORAZIONE CANTATA

Calore. Luce. Pace.  Queste tre parole mi sono venute in mente quando Marta mi ha chiesto di raccontare come ho vissuto la veglia di preghiera a Quaderni del 16 ottobre, che ho animato nel canto insieme ad altri amici del Gruppo Giovani Val d’Illasi, Alberto e Anna. La proposta di Marta, inizialmente, mi ha fatta un po’ sorridere, perché da tre anni, da quando abbiamo iniziato ad organizzare e animare le veglie di preghiera per i giovani della nostra zona, ci siamo sempre preoccupati che chi rispondeva al nostro invito a partecipare agli incontri, riuscisse a pregare, a vivere bene l’Incontro. Ci siamo sempre preoccupati di essere “strumenti” per accompagnare e favorire questo evento speciale. Invece, grazie a questa occasione, a questa “missione fuori porta”, ho capito che la prima destinataria, la prima bisognosa di incontrare Gesù sono io, siamo noi che riceviamo, che ci lasciamo accompagnare, noi che ci mettiamo a disposizione, assorti nel canto, nella preghiera.  Perché di questo si tratta, di preghiera.  Abbiamo detto Sì a questa proposta, e quanta Grazia ne è derivata! Quando cantiamo, e credo ancor di più quando lo facciamo insieme, la musica diventa un canale, un ponte diretto tra i nostri sogni, le paure, i dubbi, il nostro cuore e quello di Dio. Sentire che le persone presenti in chiesa, indipendentemente dall’età, pregavano con noi, pur senza conoscere tutte le canzoni, senza nemmeno conoscere noi, è stato emozionante! Mi ha fatta sentire a casa, in famiglia, mi ha fatta sentire parte viva e attiva della comunità, della Chiesa. Ma soprattutto, quel sasso che ho preso dal cesto sotto l’altare, quella pietra che tutt’ora fatico a togliere dal muro e a porre davanti a me per farne piccola Strada, mi sta insegnando ancora quanto necessitiamo di fermarci, di contemplare quella Luce, di lasciar fluire parole dal cuore, non importa se in musica o nel silenzio… Mi sta insegnando quanto abbiamo bisogno del calore di quell’abbraccio, quella luce sfavillante nel buio, quella pace e serenità del cuore per poter percorrere questa piccola e avventurosa Strada.
Grazie per questa preziosa opportunità!
Martina

(Gruppo Giovani Val d’Illasi)


MEETING 2015: HOPERAZIONE SPERANZA!

Domenica primo ottobre, al Palazzetto dello sport di Verona, più di quattromila ragazzi si sono ritrovati insieme per condividere la gioia della vita di cristiani, come ogni anno, anche noi Ado di Quaderni ci siamo fatti sentire: un bel gruppetto è partito la mattina stessa, mentre i diciassettenni hanno iniziato la loro avventura addirittura il sabato precedente! La giornata è iniziata, come al solito, a suon di balletti e, dopo una breve introduzione di Don Nicola e Suor Tina, è giunto il momento della provocazione, uno spettacolo che introduce il tema dellincontro. Questanno si parlava di Speranza che, come si dice, “è lultima a morire, o meglio ancora non muore mai, che ci è sempre accanto ma che spesso siamo noi a non vedere. Grazie a molti gesti che ci sono stati proposti, al meraviglioso lavorar del gruppo teatrale e alle profonde parole del nostro vescovo, presente con noi per celebrare la Messa, siamo tornati a casa con un cuore davvero colmo di speranza, negli altri, nel futuro, nella vita, in Dio, ed anche pieno di felicità ed allegria, grazie alla successiva festa, un finale davvero da s-ballo per questo meeting! Per me è stata unesperienza straordinaria ritrovare così tanti ragazzi uniti in un clima di gioia e felicità e spero che questa mia testimonianza porti, a quanti di voi stanno attraversando un momento difficile, la forza per cercare questa Speranza che, sebbene si nasconda, a volte, durante i periodi più bui della vita, non ci abbandona mai.


Sofia Lonardi




16 settembre 2015

ARRIVEDERCI QUADERNI

Arrivederci Quaderni!
Aspettavo che non arrivasse mai il giorno del saluto. Forse la tristezza di lasciare Quaderni si è mitigata con la festa delle Contrade, soprattutto per l’impegno di non annacquare una giornata così con qualche groppo nella gola.
In ogni missione ho ricevuto 100 volte di più di quanto ho potuto dare. Pure a Quaderni è accaduto così. Cominciando dal luogo: aspettavo da tempo di trovare un posto dove si vive al ritmo della Creazione e dove il senso delle Feste Cristiane viene dato dal calendario, facendo partecipe la Natura, primo luogo della Rivelazione Divina, nel mistero della Redenzione. Così, il mio primo Natale in mezzo a voi, fu capire perché Cristo è il Sole di Giustizia che nasce dall’alto. Quelle giornate buie e nebbiose cullavano al sole che cominciava la sua corsa ascendente, paragonandolo dalla Tradizione Cristiana alla nascita del Messia.
Fu poi vivere la Pasqua in mezzo ai prati risvegliati dall’inverno e soprattutto con i peschi in fiore. Loro cantano meglio di nessuna voce la Vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. Attraverso il dono della Fede cercavo di dare voce alle creature e vedevo che in quella sinfonia si associava tutto il creato che mi veniva incontro nei dintorni.
Alle persone che formano la comunità devo ringraziare la accoglienza e la testimonianza di Chiesa. Ho capito cosa rappresenta la Chiesa in un paese cristiano, qual’è la sua missione e cosa significa.  Perciò, dire che è la Casa Paterna non è un eufemismo: ogni domenica ci si ritrova in famiglia per condividere il Pane della Parola e il Pane Vivo disceso dal Cielo. In ogni occasione, bella o triste, le campane, vere “voci di Dio”, chiamano ai figli a condividere sia la festa che il lutto. Fu in una occasione particolarmente difficile per Quaderni quando comincio a pensare che Dio mi chiamava per restare in mezzo a voi. Si rumoreggiava già la possibilità di dover fare a meno di un sacerdote che seguisse la comunità. Vedendo la gente accudire in Chiesa, avevo capito che era è per tutti un punto di riferimento essenziale. Il “colpo di grazia” è venuto da Papa Francesco quando, nella sua prima Pasqua come successore di Pietro disse “che tristezza vedere il giorno di Pasqua chiese chiuse”. Da allora le strade si appianarono e così ho trascorso non solo Natale e Pasqua ma tutto un anno in cui ho confermato quello che avevo intuito fin dall’inizio.
Non posso lasciare di testimoniare la mia gratitudine per don Riccardo e Mariella. Il suo esempio sacerdotale, la sua dedizione totale alla comunità mi edifica e stimola a seguire il mio impegno e mi fa vedere in maniera concreta cosa è un discepolo di Cristo. La presenza di Mariella accompagnando la vita della parrocchia, aggiungendo quello che solo con un cuore materno si può aggiungere perché le cose vadano nel miglior modo mi spingeva sempre a tornare e a non voler andare via. Che bei momenti vissuti dopo le funzioni, quando sapendo che si aveva fatto da parte di tutti (coro, ministranti ecc…) il meglio per la Gloria di Dio si festeggiava come a casa! Che bell’aria di famiglia!
Ecco la Chiesa, presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Capisco, e con il dolore di lasciarvi cosa ci chiede Gesù quando ci invita a pregare che il Padre mandi operari alla sua messe perché è vasta…
Arrivederci Quaderni! Pregate per me, pregherò SEMPRE per voi!
Don Pablo Zambruno





14 settembre 2015

TORNEO DELLE CONTRADE 2015

A commento del torneo delle contrade 2015 abbiamo scelto di riportare gli interventi fatti dalle madrine proprio in apertura dei giochi; essi chiariscono ancora una volta il valore e le intenzioni profonde di questo momento comunitario:

"Vorremmo che il torneo delle contrade, oltre che per la sua valenza ludica e sportiva, assumesse un'importante valenza sociale. Desideriamo che sia occasione di incontro e non di scontro, un modo per stare insieme, parlarsi, unire le famiglie, conoscere i nuovi arrivati nel nostro paese e stringere nuove amicizie. Viviamo in un tempo che, putroppo, tende ad isolarci, a farci vivere la nostra vita come se gli altri non esistessero, o comunque restassero ai margini, senza la possibilità di un incontro vero e sincero. Vorremmo che fossimo più disposti ad aiutarci e a farci aiutare, facendo nostra una cultura di reciprocità, di confronto sereno delle idee, per arricchirci reciprocamente. Speriamo che il torneo delle contrade 2015 possa essere veramente una festa di tutto il paese, di tutti i quadernesi vecchi e nuovi e che alla conclusione di questi due giorni di competizioni ci ritroviamo tutti un po' più disponibili, generosi, sportivi nel vero senso della parola.


Riteniamo molto importante spiegare perché abbiamo scelto Francesca Porcellato quale madrina del torneo 2015. L'abbiamo voluta perché lei è un esempio vivente di quanto la vita sia nelle nostre mani, di quanto noi possiamo modellearla con la nostra forza di volontà anche contro le avversità della vita. L'abbiamo voluta perché è un esempio vivente di cosa deve essere lo sport, di come esso possa formare la nostra personalità, proiettandola nella competizione non solo verso gli avversari ma, soprattutto, verso noi stessi, non accontentadoci mai dei traguardi raggiunti e guardando sempre più in là, verso mete ancora più ambiziose e gratificanti."

Gruppo Organizzativo Contrade


2 settembre 2015

CAMPO C-19 LORETO-ASSISI

Questestate io e Marta abbiamo partecipato al campo Saf dedicato ai diciannovenni. Insieme a noi cerano diversi ragazzi di altre parrocchie della diocesi, un team di cuochi, Don Alessandro e Don Nicola di casa Serena. Il campo è durato una settima durante la quale abbiamo fatto un pellegrinaggio da Loreto ad Assisi. Ogni mattina percorrevamo un tratto di strada con lautobus poi continuavamo il percorso a piedi per 10/15 km fino a quando non arrivavamo in qualche convento o monastero dove venivamo ospitati per la notte.
Durante la settimana ci ha guidato il racconto biblico dellarrivo degli Ebrei alla Terra Promessa che abbiamo paragonato al nostro pellegrinaggio che aveva come meta la città di Assisi; inoltre le figure che ci hanno guidato e di cui abbiamo conosciuto la storia sono stati San Francesco e Santa Chiara.
 Abbiamo fatto diverse attività come: lavori di gruppo con gli animatori, momenti di deserto, condivisione a coppie o in piccoli gruppi. Inoltre una sera siamo andati a vedere uno spettacolo teatrale incentrato sulla vita di Santa Chiara e abbiamo visitato le Chiese più significative di Assisi.
É stata un esperienza nuova e molto bella perché abbiamo avuto la possibilità di metterci in gioco al 100%, abbiamo conosciuto persone nuove e abbiamo potuto riflettere su alcuni temi importanti e profondi. Una delle cose più belle è stata lo spirito con il quale abbiamo vissuto il campo: era come se fossimo tutti una grande famiglia, sempre insieme e con la voglia di scoprire e scoprirsi sempre di più.

Queste esperienze sono arricchenti sia dal punto di vista della Fede ma anche per la crescita personale di ognuno, per questo invito tutti gli adolescenti e i giovani a provarle.

Noemi Meneghelli