Camminiamo insieme come comunità di Quaderni

Camminiamo insieme come comunità di Quaderni

21 dicembre 2015

AL MOMENTO GIUSTO: ADORAZIONE CANTATA

Calore. Luce. Pace.  Queste tre parole mi sono venute in mente quando Marta mi ha chiesto di raccontare come ho vissuto la veglia di preghiera a Quaderni del 16 ottobre, che ho animato nel canto insieme ad altri amici del Gruppo Giovani Val d’Illasi, Alberto e Anna. La proposta di Marta, inizialmente, mi ha fatta un po’ sorridere, perché da tre anni, da quando abbiamo iniziato ad organizzare e animare le veglie di preghiera per i giovani della nostra zona, ci siamo sempre preoccupati che chi rispondeva al nostro invito a partecipare agli incontri, riuscisse a pregare, a vivere bene l’Incontro. Ci siamo sempre preoccupati di essere “strumenti” per accompagnare e favorire questo evento speciale. Invece, grazie a questa occasione, a questa “missione fuori porta”, ho capito che la prima destinataria, la prima bisognosa di incontrare Gesù sono io, siamo noi che riceviamo, che ci lasciamo accompagnare, noi che ci mettiamo a disposizione, assorti nel canto, nella preghiera.  Perché di questo si tratta, di preghiera.  Abbiamo detto Sì a questa proposta, e quanta Grazia ne è derivata! Quando cantiamo, e credo ancor di più quando lo facciamo insieme, la musica diventa un canale, un ponte diretto tra i nostri sogni, le paure, i dubbi, il nostro cuore e quello di Dio. Sentire che le persone presenti in chiesa, indipendentemente dall’età, pregavano con noi, pur senza conoscere tutte le canzoni, senza nemmeno conoscere noi, è stato emozionante! Mi ha fatta sentire a casa, in famiglia, mi ha fatta sentire parte viva e attiva della comunità, della Chiesa. Ma soprattutto, quel sasso che ho preso dal cesto sotto l’altare, quella pietra che tutt’ora fatico a togliere dal muro e a porre davanti a me per farne piccola Strada, mi sta insegnando ancora quanto necessitiamo di fermarci, di contemplare quella Luce, di lasciar fluire parole dal cuore, non importa se in musica o nel silenzio… Mi sta insegnando quanto abbiamo bisogno del calore di quell’abbraccio, quella luce sfavillante nel buio, quella pace e serenità del cuore per poter percorrere questa piccola e avventurosa Strada.
Grazie per questa preziosa opportunità!
Martina

(Gruppo Giovani Val d’Illasi)


MEETING 2015: HOPERAZIONE SPERANZA!

Domenica primo ottobre, al Palazzetto dello sport di Verona, più di quattromila ragazzi si sono ritrovati insieme per condividere la gioia della vita di cristiani, come ogni anno, anche noi Ado di Quaderni ci siamo fatti sentire: un bel gruppetto è partito la mattina stessa, mentre i diciassettenni hanno iniziato la loro avventura addirittura il sabato precedente! La giornata è iniziata, come al solito, a suon di balletti e, dopo una breve introduzione di Don Nicola e Suor Tina, è giunto il momento della provocazione, uno spettacolo che introduce il tema dellincontro. Questanno si parlava di Speranza che, come si dice, “è lultima a morire, o meglio ancora non muore mai, che ci è sempre accanto ma che spesso siamo noi a non vedere. Grazie a molti gesti che ci sono stati proposti, al meraviglioso lavorar del gruppo teatrale e alle profonde parole del nostro vescovo, presente con noi per celebrare la Messa, siamo tornati a casa con un cuore davvero colmo di speranza, negli altri, nel futuro, nella vita, in Dio, ed anche pieno di felicità ed allegria, grazie alla successiva festa, un finale davvero da s-ballo per questo meeting! Per me è stata unesperienza straordinaria ritrovare così tanti ragazzi uniti in un clima di gioia e felicità e spero che questa mia testimonianza porti, a quanti di voi stanno attraversando un momento difficile, la forza per cercare questa Speranza che, sebbene si nasconda, a volte, durante i periodi più bui della vita, non ci abbandona mai.


Sofia Lonardi




16 settembre 2015

ARRIVEDERCI QUADERNI

Arrivederci Quaderni!
Aspettavo che non arrivasse mai il giorno del saluto. Forse la tristezza di lasciare Quaderni si è mitigata con la festa delle Contrade, soprattutto per l’impegno di non annacquare una giornata così con qualche groppo nella gola.
In ogni missione ho ricevuto 100 volte di più di quanto ho potuto dare. Pure a Quaderni è accaduto così. Cominciando dal luogo: aspettavo da tempo di trovare un posto dove si vive al ritmo della Creazione e dove il senso delle Feste Cristiane viene dato dal calendario, facendo partecipe la Natura, primo luogo della Rivelazione Divina, nel mistero della Redenzione. Così, il mio primo Natale in mezzo a voi, fu capire perché Cristo è il Sole di Giustizia che nasce dall’alto. Quelle giornate buie e nebbiose cullavano al sole che cominciava la sua corsa ascendente, paragonandolo dalla Tradizione Cristiana alla nascita del Messia.
Fu poi vivere la Pasqua in mezzo ai prati risvegliati dall’inverno e soprattutto con i peschi in fiore. Loro cantano meglio di nessuna voce la Vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. Attraverso il dono della Fede cercavo di dare voce alle creature e vedevo che in quella sinfonia si associava tutto il creato che mi veniva incontro nei dintorni.
Alle persone che formano la comunità devo ringraziare la accoglienza e la testimonianza di Chiesa. Ho capito cosa rappresenta la Chiesa in un paese cristiano, qual’è la sua missione e cosa significa.  Perciò, dire che è la Casa Paterna non è un eufemismo: ogni domenica ci si ritrova in famiglia per condividere il Pane della Parola e il Pane Vivo disceso dal Cielo. In ogni occasione, bella o triste, le campane, vere “voci di Dio”, chiamano ai figli a condividere sia la festa che il lutto. Fu in una occasione particolarmente difficile per Quaderni quando comincio a pensare che Dio mi chiamava per restare in mezzo a voi. Si rumoreggiava già la possibilità di dover fare a meno di un sacerdote che seguisse la comunità. Vedendo la gente accudire in Chiesa, avevo capito che era è per tutti un punto di riferimento essenziale. Il “colpo di grazia” è venuto da Papa Francesco quando, nella sua prima Pasqua come successore di Pietro disse “che tristezza vedere il giorno di Pasqua chiese chiuse”. Da allora le strade si appianarono e così ho trascorso non solo Natale e Pasqua ma tutto un anno in cui ho confermato quello che avevo intuito fin dall’inizio.
Non posso lasciare di testimoniare la mia gratitudine per don Riccardo e Mariella. Il suo esempio sacerdotale, la sua dedizione totale alla comunità mi edifica e stimola a seguire il mio impegno e mi fa vedere in maniera concreta cosa è un discepolo di Cristo. La presenza di Mariella accompagnando la vita della parrocchia, aggiungendo quello che solo con un cuore materno si può aggiungere perché le cose vadano nel miglior modo mi spingeva sempre a tornare e a non voler andare via. Che bei momenti vissuti dopo le funzioni, quando sapendo che si aveva fatto da parte di tutti (coro, ministranti ecc…) il meglio per la Gloria di Dio si festeggiava come a casa! Che bell’aria di famiglia!
Ecco la Chiesa, presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Capisco, e con il dolore di lasciarvi cosa ci chiede Gesù quando ci invita a pregare che il Padre mandi operari alla sua messe perché è vasta…
Arrivederci Quaderni! Pregate per me, pregherò SEMPRE per voi!
Don Pablo Zambruno





14 settembre 2015

TORNEO DELLE CONTRADE 2015

A commento del torneo delle contrade 2015 abbiamo scelto di riportare gli interventi fatti dalle madrine proprio in apertura dei giochi; essi chiariscono ancora una volta il valore e le intenzioni profonde di questo momento comunitario:

"Vorremmo che il torneo delle contrade, oltre che per la sua valenza ludica e sportiva, assumesse un'importante valenza sociale. Desideriamo che sia occasione di incontro e non di scontro, un modo per stare insieme, parlarsi, unire le famiglie, conoscere i nuovi arrivati nel nostro paese e stringere nuove amicizie. Viviamo in un tempo che, putroppo, tende ad isolarci, a farci vivere la nostra vita come se gli altri non esistessero, o comunque restassero ai margini, senza la possibilità di un incontro vero e sincero. Vorremmo che fossimo più disposti ad aiutarci e a farci aiutare, facendo nostra una cultura di reciprocità, di confronto sereno delle idee, per arricchirci reciprocamente. Speriamo che il torneo delle contrade 2015 possa essere veramente una festa di tutto il paese, di tutti i quadernesi vecchi e nuovi e che alla conclusione di questi due giorni di competizioni ci ritroviamo tutti un po' più disponibili, generosi, sportivi nel vero senso della parola.


Riteniamo molto importante spiegare perché abbiamo scelto Francesca Porcellato quale madrina del torneo 2015. L'abbiamo voluta perché lei è un esempio vivente di quanto la vita sia nelle nostre mani, di quanto noi possiamo modellearla con la nostra forza di volontà anche contro le avversità della vita. L'abbiamo voluta perché è un esempio vivente di cosa deve essere lo sport, di come esso possa formare la nostra personalità, proiettandola nella competizione non solo verso gli avversari ma, soprattutto, verso noi stessi, non accontentadoci mai dei traguardi raggiunti e guardando sempre più in là, verso mete ancora più ambiziose e gratificanti."

Gruppo Organizzativo Contrade


2 settembre 2015

CAMPO C-19 LORETO-ASSISI

Questestate io e Marta abbiamo partecipato al campo Saf dedicato ai diciannovenni. Insieme a noi cerano diversi ragazzi di altre parrocchie della diocesi, un team di cuochi, Don Alessandro e Don Nicola di casa Serena. Il campo è durato una settima durante la quale abbiamo fatto un pellegrinaggio da Loreto ad Assisi. Ogni mattina percorrevamo un tratto di strada con lautobus poi continuavamo il percorso a piedi per 10/15 km fino a quando non arrivavamo in qualche convento o monastero dove venivamo ospitati per la notte.
Durante la settimana ci ha guidato il racconto biblico dellarrivo degli Ebrei alla Terra Promessa che abbiamo paragonato al nostro pellegrinaggio che aveva come meta la città di Assisi; inoltre le figure che ci hanno guidato e di cui abbiamo conosciuto la storia sono stati San Francesco e Santa Chiara.
 Abbiamo fatto diverse attività come: lavori di gruppo con gli animatori, momenti di deserto, condivisione a coppie o in piccoli gruppi. Inoltre una sera siamo andati a vedere uno spettacolo teatrale incentrato sulla vita di Santa Chiara e abbiamo visitato le Chiese più significative di Assisi.
É stata un esperienza nuova e molto bella perché abbiamo avuto la possibilità di metterci in gioco al 100%, abbiamo conosciuto persone nuove e abbiamo potuto riflettere su alcuni temi importanti e profondi. Una delle cose più belle è stata lo spirito con il quale abbiamo vissuto il campo: era come se fossimo tutti una grande famiglia, sempre insieme e con la voglia di scoprire e scoprirsi sempre di più.

Queste esperienze sono arricchenti sia dal punto di vista della Fede ma anche per la crescita personale di ognuno, per questo invito tutti gli adolescenti e i giovani a provarle.

Noemi Meneghelli


29 agosto 2015

CAMPO SAF PLUS ROMA 2015

Cari lettori,
vi consiglio di dedicarmi 5minuti (non uno di più!) per leggere con attenzione quanto segue…prometto che ad articolo finito vi ritroverete un bel sorriso stampato in volto!

Il giorno dopo Ferragosto Giulia, Gianluca, il nostro fantastico animatore Andrea ed io, insieme ad altri 80 ragazzi della diocesi siamo partiti alla volta di Roma “Cercando ancora…il GRANDE AMORE”. Questo era proprio il tema del campo Saf (Settimana Azione Formazione) dedicato a noi diciasettenni. È stata una settimana davvero intensa e piena di emozioni forti, dove abbiamo saputo metterci in gioco con coraggio e amore.  Ad accompagnare il nostro cammino di scoperta c’erano, oltre agli animatori, due preti giovani dal fare simpatico ed accattivante: Don Nicola e Don Emmanuele, una suora ed una famiglia.
La settimana si articolava in tematiche giornaliere che approfondivano giorno per giorno le varie sfaccettature dell’Amore…con la A maiuscola.
Lunedì_ “Amare è…avere fiducia”
Abbiamo riflettuto su questa parola che è presente nella nostra quotidianità con video, commenti e preghiere. Nel pomeriggio durante la visita in S. Pietro abbiamo avuto l’opportunità di confermare la nostra Fede recitando il Credo sulla tomba di San Pietro, colui che si è fidato pienamente delle parole di Gesù.
Martedì_ “Amare è farsi prossimo”
L’Amore più vero è desiderare il bene dell’altro e in questa giornata l’abbiamo sperimentato sul campo “sporcandoci le mani”. Infatti siamo stati accompagnati a fare servizio in due delle mense per i poveri più grandi della Capitale: non abbiamo solo servito il pasto ma abbiamo anche potuto dedicare loro qualche minuto chiacchierando e calandoci nella loro realtà. È stato proprio grazie a questo pasto insolito e condiviso, che ho visto uno dei sorrisi più belli di sempre: quello di una signora che, senza tante parole, povera di beni, ma certamente ricca di spirito, mi ha ringraziata per ciò che stavamo facendo.
Mercoledì_ “Amare è 1+1=3”
Questo è stato il giorno dedicato alla famiglia ed al rapporto di coppia. Nello specifico la coppia intesa come unione di uomo e donna che scelgono di mettere al centro del loro amore Dio e che percorrono la loro vita confidando sempre nell’aiuto del Signore. Testimoni di questo tipo di famiglia sono stati Cesare e Luciana, la famiglia che ci ha accompagnato durante il campo insieme a Raffaele, il loro terzo figlio. Parlando di rapporto di coppia si sono approfonditi anche temi attuali, tra cui rapporti prematrimoniali, aborto, fecondazione artificiale: tematiche su cui oggi la Chiesa e la società si trovano in disaccordo.
L’evento clou del mercoledì è stato quando, vestiti in abiti anni ’50, abbiamo fatto la sfilata in Piazza di Spagna come dei veri divi d’un tempo immortalati da numerosi flash dei turisti. Eravamo tutti bellissimi e felici!!!
Giovedì_ “Amare…è un Amore più grande?”
Questo è stato il giorno del DESERTO e di riflessione personale, un momento in cui non devi portare con te tante cose ma solo l’Essenziale per vivere. È il tempo e lo spazio dove Dio ti cerca per cambiare il tuo cuore. Dopo questo momento importante e profondo, nel pomeriggio, siamo andati al mare ad Ostia dove ci siamo rilassati in spiaggia. Per concludere la giornata c’è stata la Messa in riva al mare, con il tramonto a destra e la luna e le stelle a sinistra: un’atmosfera unica.
Venerdì_ “Amare è…perdersi nell’amore
In questa giornata abbiamo visitato Roma in lungo e in largo, camminando tanto e visitando i luoghi più famosi alla scoperta dei Santi e dei Martiri che hanno trascorso la loro esistenza proprio in questa meravigliosa città.
Sabato_ “Amare…è dare tutto”
Abbiamo avuto la testimonianza di una persona che ha scelto di dare la propria vita al Signore: Suor Pierina, una suora orsolina veronese. Dopo averci raccontato la sua storia davvero affascinante e coinvolgente, ci ha detto: “Non fatevi mai togliere la speranza di diventare migliori!” una frase che colpisce.
Domenica_ “Amare…è perché non io?!” 
Abbiamo avuto la possibilità di partecipare all’Angelus di Papa Francesco. E’ stata la ciliegina sulla torta per un camposcuola già frizzante di suo!

Don Nicola, il primo giorno, disse che questo campo cambia molti ragazzi e per noi è stato davvero così. Eravamo tristi all’idea che sarebbe finito, ma allo stesso tempo eravamo pieni di gioia e felicità per aver vissuto una bellissima settimana piena di emozioni e per aver conosciuto un sacco di nuovi amici.
La canzone del campo che ci ha accompagnato durante le nostre giornte è stata Voglio Coraggio dei The Sun. Vi regalo alcune parole con l’augurio che possano suscitare in voi la stessa grinta che hanno trasmesso a noi:
“E’ adesso il momento di dare il meglio
A viso aperto
Questo è coraggio
Buttarsi anche se c’è il vuoto
Io credo in Te e cambio il mondo!”                                     

Con la speranza di avervi strappato un sorriso, consigliamo di cuore ai futuri adolescenti diciasettenni di vivere il Saf a Roma, perché è semplicemente unico!!!                       
                                                                                                                        Gaia Morari








                                                                                                                                    



22 agosto 2015

RELAZIONE RESTAURO

Si sono ultimati i lavori di restauro del campanile  con lo smontaggio del  ponteggio ed è ora possibile vedere i risultati del lavoro.
Il restauro si è presentato più complesso del previsto in quanto molti rilievi architettonici in tufo e cornici varie erano molto fragili e vicini al collasso.
Alcune parti  risultavano fragili e prossime al distacco  dalla parete con grave pericolo per eventuali  cadute sugli edifici sottostanti.
Era presente inoltre una patina di creste nere e muffe che  ricopriva il materiale originario  senza far vedere il sottostante tufo e finitura.
Il progetto già prevedeva il restauro ed eventuale sostituzioni di alcune parti, da un esame più ravvicinato si è constatato una diffusa ed accentuata fase di degrado con molti  distacchi in corso.
Si è valutato il da farsi, prima con gli addetti ai lavori, poi con il parroco e la commissione economica vedendo soluzioni, benefici e costi.
La scelta intrapresa ha privilegiato la qualità e la sicurezza del lavoro ed anche la valutazione e volontà di  poter restituire al monumento la sua integrale qualità ed armonia fatta di parti che si integrano e completano l’una con l’altra
In particolare si è deciso di mantenere le parti di intonaco che non presentavano problemi.
Solo con la pulitura adeguata e con uno strato protettivo si è  lasciato questo materiale, eseguito molto bene con malta di calce e granulometria di inerti color tufo, che erano ,anche dal punto di vista cromatico, in buone condizioni.
Le problematiche presenti nelle parti scolpite ed aggettanti del campanile  sono dovute alla fragilità del tufo sottoposto al degrado  causato dal tempo e dall'azione atmosferica di sole, acqua piovana e del gelo.
Per questo le operazioni svolte sono state di consolidamento statico delle parti sporgenti  con perni ed ancoraggi alla struttura sottostante sia per le parti restaurate sia per le parti sostituite.
Particolare cura è stata fatta per i vari particolari, specialmente nella balaustra della cella campanaria, sui contorni e cornici perimetrali e  ornamenti.
Sono stati ripristinate ed in parte risagomate le cornici ed i marcapiani che caratterizzano i prospetti del campanile .
Si è ricolorato il quadrante dell’orologio, ravvivando il colore di fondo, sempre bianco, e ricolorando le cifre e le lancette con gli stessi colori precedenti.
Nella  parte sommitale le  anfore erano in discrete condizioni  e solo con un’accurata pulizia e qualche sigillatura sono tornate in buono stato anche estetico.
La parte alta e la cuspide si presentavano in buono stato di conservazione.
La croce terminale è stata ridipinta e verificata nel suo ancoraggio.
E’ stata ripristinata e ricollegata  la linea elettrica antipiccione esistente con alcuni lavori di manutenzione e pulizia.
Si ritiene di aver operato al meglio, il tempo sarà la verifica di tutto questo, chi ha lavorato ha dimostrato passione e capacità e si è sempre collaborato con il parroco e la commissione affari economici con frequenti sopralluoghi.
Ora con il campanile libero dal ponteggio si può ammirare questo bel monumento come se il tempo non fosse passato e ci trovassimo nel momento della sua prima inaugurazione ed ascoltare e vedere le campane nella rinnovata cornice.
Ringraziando tutti per la collaborazione        

                                                                             Paolo Giacomelli   (architetto del restauro)






6 agosto 2015

GREST 2015

Come ogni anno, nel mese di Luglio, la Parrocchia di Quaderni organizza il Grest estivo coinvolgendo tutti i bambini, dai più piccoli ai più grandi.
Questa avventura, iniziata nel mese di Febbraio con la scelta della storia:"La spada nella roccia", ha reso partecipi noi animatori, molti dei quali alla loro prima esperienza.
Il fine del tema, non del tutto casuale, era quello di insegnare ai bambini a sfruttare al meglio i propri talenti e le proprie doti, utilizzando la mente e l'intelligenza.
Le attività mattutine trascorse con musica, canti, giochi, balli di gruppo, preghiere, laboratori, insieme ad una buona dose di risate, avevano infatti lo scopo di dar frutto alle capacità dei bimbi.
Anche per noi animatori, in particolare per i più giovani è stato un mese di crescita. Alla conclusione del Grest ti accorgi infatti di come tutti i sacrifici siano stati ripagati con i sorrisi e gli abbracci dei bambini, ma la scoperta più bella fra le tante è stata che "se un bambino ti prende per mano significa che ha già deciso di fidarsi di te."

Chiara Scattolini




3 agosto 2015

GRUPPO CICLISTI

Il gruppo ciclisti “Frutta C2” anche quest’anno, prima di salire a Velo Veronese, ha fatto tappa a Cellore di Illasi per l’ormai tradizionale saluto a don Primo Benettoni. “L’è sempre in gamba”! Saluta e ricorda sempre con affetto la ns. Comunità di Quaderni!