Camminiamo insieme come comunità di Quaderni

Camminiamo insieme come comunità di Quaderni

29 settembre 2014

21 SETTEMBRE: SAN MATTEO APOSTOLO

Da sempre la Chiesa ha desiderato che ogni diocesi o parrocchia abbia un PATRONO, cioè un Santo al quale fare riferimento, sia per essere invocato, sia soprattutto per essere con la sua vita di esempio alla vita della comunità cristiana.
Come tutti sappiamo il patrono della nostra comunità di Quaderni è SAN MATTEO APOSTOLO. In tutta la diocesi di Verona Quaderni è sempre stata l’unica parrocchia ad avere come Patrono San Matteo fino al 1991, quando il vescovo Amari ha costituito una nuova parrocchia a sud di Verona, fra Palazzina e Gesù Divino Lavoratore, dedicandola al nostro apostolo.
Perchè Quaderni ha come Patrono San Matteo?
E’ una domanda alla quale vorremmo poter rispondere, ma purtroppo dai documenti in nostro possesso non è dato saperlo. Probabilmente nel primo nucleo abitato i nostri antenati avranno costruito un capitello dedicato a S. Matteo, divenuto in seguito una chiesetta, tanto che un sacerdote veniva da Villafranca a Quaderni a celebrarvi la messa. Il 4 luglio 1583 con decreto del Vescovo di Verona il Cardinale Valerio la contrada di Quaderni veniva separata da Villafranca e costituita parrocchia a sé stante con il titolo di S.Matteo Apostolo.
Chi è San Matteo?
Il nome Matteo significa “dono di Dio”. Dal Vangelo sappiamo che Matteo era un pubblicano, cioè un esattore delle tasse a favore dei romani, quindi agli occhi degli ebrei osservanti era un pubblico peccatore. Gesù lo incontra e lo chiama a seguirlo, Matteo si alza dal suo banco e prontamente lo segue divenendo uno dei dodici Apostoli. Di lui nel Vangelo non si ha nessun altro cenno particolare, viene nominato sempre con gli altri undici Apostoli che stanno con Gesù e che da Lui vengono mandati a portare pace e guarigione nei villaggi della Palestina. Dopo la resurrezione e prima di salire al cielo Gesù invia i suoi apostoli in tutto il mondo a predicare e battezzare. Secondo la tradizione Matteo ha predicato in Oriente nelle zone dove ora non c’è pace: Siria, Iraq, Iran, e lì ha subito il martirio. Ma l’importanza di Matteo deriva dal fatto che oltre ad essere Apostolo è anche EVANGELISTA: a lui si attribuisce il primo dei quattro Vangeli. La caratteristica del Vangelo di Matteo è quella di rivolgersi ad una comunità cristiana proveniente per la massima parte dall’Ebraismo: cita spesso i profeti, per dimostrare agli ebrei come in Gesù si siano realizzate tutte le promesse fatte dal Signore al suo popolo. L’altra caratteristica del suo Vangelo è quella di essere ECCLESIALE: è l’unico evangelista ad usare il termine “Chiesa”, cita particolarmente quelle espressioni di Gesù che servono come guida ad una comunità cristiana.
Per Matteo la comunità cristiana è POPOLO di Dio che prolunga e rinnova il popolo dell’antica alleanza - certamente non si tratta di una comunità da puri- è un corpo in cui coesistono buoni e cattivi, bene e male, buon grano e zizzania.
Matteo delinea la vita interna dei discepoli dove i capi sono coloro che servono e NON DOMINANO - una comunità di fratelli con attenzione ai più umili, ai piccoli – CON IL PERDONO DELLE OFFESE NEI CONFRONTI DI CHI SBAGLIA. Ma particolarmente per Matteo la Chiesa è una COMUNITA’ APERTA AL MONDO, non chiusa in sé stessa ma mandata dal suo Signore sui sentieri di tutti i popoli della terra, infatti Matteo chiude il suo Vangelo con l’invito: “Andate in tutto il mondo, fate discepole tutte le nazioni”. La Chiesa è mandata ad insegnare lo stesso cammino di Gesù, una prassi di amore misericordioso e indiscriminato.
A conclusione mi piace sottolineare che il nuovo giornale IPSE DIXIT vuole mettere in pratica queste ultime parole di Gesù, vuole essere espressione di una parrocchia che tentando di vivere i valori del Vangelo non rimane chiusa in sé stessa, ma vuol essere aperta al territorio dove è inserita e accogliere anche le istanze che vengono dal mondo per realizzare ciò che ha detto il Concilio: “Le gioie e le speranze, le angosce degli uomini di oggi, sono pure le gioie e le speranze e le angosce dei discepoli di Cristo”.

Don Riccardo

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